Vapor Europe, Piccinini (M5S): “Stop ai licenziamenti. La Regione intervenga”

Sbarca in Regione il caso dei licenziamenti alla Vapor Europe di Sassuolo: Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione per chiedere alla Giunta di attivarsi per scongiurare la perdita del posto di lavoro per la stragrande maggioranza dei dipendenti (30 su 50) dell’azienda specializzata nella progettazione e costruzione di porte automatiche e manuali per treni, metropolitane, tram, autobus e filobus.

“L’annuncio della nuova proprietà di trasferire la produzione in Repubblica Ceca lasciando a Sassuolo solo l’assistenza post vendita, non è solo una pessima notizia per i lavoratori dell’azienda – spiega Silvia Piccinini – ma lo è soprattutto per l’Emilia-Romagna visto che le porte prodotte a Sassuolo sono utilizzate proprio a bordo dei nostri treni regionali. Insomma una beffa che ha davvero dell’incredibile”.

Ecco perché nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione, assieme ai consiglieri comunali M5S Erio Huller e Silvano Rutigliano, di attivarsi al più presto per cercare di scongiurare in tutti i modi questi licenziamenti.

“Accettare questa situazione significherebbe dare uno scossone molto forte alla più volte esaltata competitività della nostra regione – aggiunge Silvia Piccinini – Ecco perché chiediamo alla Giunta di attivarsi al più presto cercando di trovare le soluzioni più adeguate. Certo è che se in passato si fosse pensato ad inserire nei bandi per i treni di Trenitalia la cosiddetta clausola dei local content requirements a quest’ora non ci troveremmo davanti a questa situazione visto che questa grave mancanza produrrà l’effetto che anche gli 86 nuovi treni in arrivo sui nostri binari avranno delle porte che verranno prodotte non più a Sassuolo ma in altri paesi d’Europa. Per questo – conclude Silvia Piccinini – chiediamo alla Regione anche di pensare di inserire questa clausola, che serve proprio a salvaguardare il lavoro dei nostri distretti produttivi, in quei contratti in cui l’Emilia-Romagna è committente”.