Vaccini, no ad allarmismi e abusi: serve una seria campagna di informazione – VIDEO

Vorrei chiarire i motivi per cui il M5S non ha sottoscritto la risoluzione oggetto di questa discussione. Innanzitutto sgombriamo il campo da ogni accusa di complottismo o sabotaggio come già è stato tentato di fare nei giorni scorsi. Non neghiamo assolutamente l’utilità dei vaccini, ma non vogliamo nemmeno che si corra il rischio di abusarne, specialmente se dietro questa possibilità di abuso si nasconde un giro d’affari di milioni di euro. Dico questo perché proprio ieri l’Assessore Venturi ha dichiarato che il nuovo piano vaccinazioni costerà 300 milioni di euro in più alle casse dello Stato a causa delle nuove vaccinazioni “raccomandate”.

Può piacervi o meno, ma noi ci muoviamo nel pieno rispetto del principio di legalità, non istighiamo nessuno a non rispettare le norme, ma invochiamo scelte consapevoli, mature ed in linea con i tempi. Nei giorni scorsi sono stati citati eventi luttuosi che hanno colpito la sensibilità di tutti, ma non possiamo non evidenziare che il vaccino di cui si parla nel caso luttuoso non era obbligatorio, ma raccomandato.

Ricordando che l’art. 32 della carta costituzionale stabilisce che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” Tale articolo della Carta costituzionale salvaguarda quindi il principio del pluralismo scientifico e garantisce la libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e la qualificazione professionale degli operatori sanitari, valorizzando in particolar modo l’autonomia del medico nelle scelte terapeutiche; il comma 5 lett. C della Dichiarazione di Helsinki adottata dall’Associazione Medica Mondiale sancisce che: “Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano stati inefficaci, il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza. Laddove possibile, tali mezzi dovrebbero essere fatti oggetto di una ricerca designata per valutare la loro sicurezza ed efficacia. In tutti i casi, le nuove informazioni devono essere registrate e, dove opportuno, pubblicate.” Il riconoscimento del pluralismo nella scienza comporta una doppia libertà, di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici, adempiendo compiutamente allo spirito dell’articolo 32 della Costituzione;

Dunque il genitore che si oppone con una richiesta di esonero da quelli raccomandati non deve essere criminalizzato, così come non si può minacciare di sanzioni i pediatri. I medici vanno valorizzati non intimoriti creando un clima di sospetto e diffidenza. Nel punto 2 del dispositivo si chiede di “revisionare la Delibera regionale dell’11 novembre 2013, in particolare per quello che riguarda la modalità di gestione ed intervento sull’inadempienza alle vaccinazioni.” Ora, a parte il fatto che la richiesta è abbastanza vaga, e ormai credo sia appurata la prassi del PD di scrivere risoluzioni che lascino ampi spazi di manovra alla Giunta, a conferma che i consiglieri di maggioranza siano dei semplici passacarte degli Assessorati e della Presidenza, data questa “rete dalla maglia larga”, il nostro timore è che, come già paventato in alcuni comunicati stampa dell’Assessore Venturi e del Ministro Lorenzin, si arrivi a metodi coercitivi per obbligare i genitori ad ulteriori vaccinazioni rispetto a quelle ad oggi obbligatorie per legge, citando singoli casi di bambini deceduti oppure il calo delle vaccinazioni.

Il caso venuto alle cronache nei giorni scorsi, ribadisco, riportava il decesso di un bambino per pertosse, il cui vaccino non è compreso tra quelli obbligatori per legge. Quindi cosa si chiede qui? Di trattare i vaccini non obbligatori alla stregua di quelli obbligatori? Le inadempienze alle vaccinazioni obbligatorie sono già regolate e agisce sui genitori che dimostrano incuria. Citare singoli casi di bambini deceduti secondo noi può fare pensare che non ci sia adeguata conoscenza del problema oppure di essere davanti ad un atteggiamento manipolatorio”, creando si allarmismo e paura. Infatti le variabili da tenere in considerazione sono numerose: erano prematuri? erano immunodepressi? o erano sani? Bisogna rifarsi alle statistiche, non ai singoli casi. Diversamente saremmo davanti ad una strumentalizzazione dell’informazione.Inoltre, appellarsi al calo delle vaccinazioni come è stato fatto, per adottare metodi coercitivi è in questo caso sostanzialmente errato. Infatti, ad esempio, in Veneto è stata sospesa l’obbligatorietà dal 2008, salvo per i casi di emergenza sanitaria, e non sono stati registrati cali da allora.

Noi chiediamo libertà di scelta per le famiglie e per i pediatri. Tutto questo naturalmente tramite una vera campagna di informazione che sia facilmente fruibile, trasparente, completa e indipendente da interessi economici, perché, per chi non lo sapesse, il 99% dei vaccini pediatrici è fornita da sole due case farmaceutiche, quindi siamo in un sostanziale duopolio.