Un osservatorio contro le discriminazioni e sostegno per le vittime di violenza: ecco il progetto di legge M5S contro l’omotransfobia

Protezione, accoglienza e sostegno alle vittime di atti di violenza, interventi nelle scuole contro il bullismo, l’istituzione di un osservatorio regionale sulle discriminazioni, l’estensione delle competenze del Difensore civico per una maggiore tutela delle persone sui temi che riguardano l’identità di genere: sono queste alcune delle novità contenute nel progetto di legge regionale contro l’omotransfobia messo a punto e presentato dal MoVimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna e che vede come prima firmataria la capogruppo Silvia Piccinini.

Il testo, composto da 18 articoli, parte dal presupposto che l’identità di genere e l’orientamento sessuale sono valori fondanti di ogni persona e per questo non possono essere considerati come elementi discriminanti e non devono essere schiacciati sotto nessuna imposizione ideologica ma vanno, al contrario, tutelati e difesi.

“Con questo progetto di legge vogliamo promuovere il diritto all’autodeterminazione, prevenendo e contrastando tutti gli atteggiamenti discriminatori e le forme di violenza con cui le persone LGBTI molto spesso sono costrette a fare i conti  – spiega Silvia Piccinini – Continuare ad ignorare questo stato di cose non fa altro che perpetrare un senso comune di impunità verso chi commette quelli che possono anche trasformarsi in veri e propri reati contro la persona, aumentando così la percezione che le persone LGBTI possano essere trattate come cittadini di serie B”.

Diverse le novità introdotte dal progetto di legge presentato dal M5S: si va dalla creazione di una rete per la protezione, l’accoglienza, il sostegno e il soccorso alle vittime di atti di discriminazione o di violenza in ragione del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, all’istituzione di un osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze subite, alla creazione di un fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime, oltre che azioni di tutela sul lavoro e per l’inserimento lavorativo. Al Corecom, invece, viene affidato il monitoraggio e la rilevazione dei contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale, nonché nei messaggi commerciali e pubblicitari eventualmente discriminatori. Prevista anche l’estensione delle competenze dell’ufficio del Difensore civico della Regione e del Garante dei detenuti per corrispondere ad una maggiore tutela delle persone sui temi correlati proprio all’identità di genere.

“La nostra legge prevede anche che la Regione valuti la costituzione di parte civile nei casi di violenza riconducibile all’orientamento sessuale – aggiunge Silvia Piccinini – Solo nel 2017 ci sono stati in tutta Italia 196 casi di omofobia registrati, in notevole aumento rispetto all’anno precedente quando si erano fermati a 104. Un dato estremamente preoccupante e che dovrebbe spingere le istituzioni ad intervenire. Visto che la proposta di legge che era stata presentata nella passata legislatura è stata fatta cadere nel dimenticatoio, abbiamo deciso di presentarne un’altra cercando di migliorarla il più possibile. Anche per questo – conclude Silvia Piccinini – siamo ovviamente disponibili al confronto con tutte le forze politiche sui diversi temi toccati dal nostro testo, ma ciò che ci preme di più è che non si perda ulteriore tempo. L’Emilia-Romagna ha bisogno di una legge contro ogni forma di discriminazione sessuale e contro ogni tentativo di alienazione dei diritti fondamentali”.