Più di 115mila minuti di ritardo accumulati nel 2018, il 43% in più rispetto a quanto accadeva nel 2014, quasi 9 giorni di “vita” sottratti ai pendolari che viaggiano sulle linee ferroviarie dell’Emilia-Romagna. Sono questi i numeri impietosi che fotografano la situazione delle 9 linee ferroviarie gestite da FER e Tper in Emilia-Romagna e presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal MoVimento 5 Stelle.
“Invece che monopolizzare le pagine dei giornali, fare appelli in televisione e convocare manifestazioni di piazza per chiedere la realizzazione di opere faraoniche, inutili e dannose, il presidente Bonaccini dovrebbe prendere coscienza della pessima situazione che riguarda la nostra rete ferroviaria – spiega Silvia Piccinini – Da quando c’è lui alla guida della Regione i treni che viaggiano sulle linee regionali hanno fatto registrare un aumento dei ritardi di ben 35.188 minuti, passando dai 80.348 del 2014 ai 115.536 minuti del 2018, ovvero il 43,79% in più. In media, per le 9 linee ferroviarie (Parma-Suzzara, Suzzara-Ferrara, Ferrara-Codigoro, Bologna-Portomaggiore, Bologna-Vignola, Modena-Sassuolo, Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Reggio Emilia-Ciano) si tratta dell’equivalente di ben 80 giorni, 8,8 in media per ogni linea, che di fatto vengono sottratti a chi viaggia sui treni regionali. Si tratta di numeri eloquenti che dovrebbero riportare alla realtà il presidente Bonaccini facendogli capire che all’interno del sistema dei trasporti di questa regione non esistono solo le grandi opere ma che è necessario intervenire sulle condizioni di viaggio di tantissime persone (stimati in 6 milioni di spostamenti all’anno sulle linee regionali) che ogni giorno utilizzano il treno per recarsi al lavoro o per ragioni di studio, con beneficio del nostro ambiente e della nostra salute”.
Entrando nel dettaglio le linee che hanno accumulato più ritardi nel corso del 2018 sono la Modena-Sassuolo (24.596 minuti) la Suzzara-Ferrara (21.117) e la Reggio-Guastalla (19.535). Per la Modena-Sassuolo negli ultimi 5 anni c’è stato un vero e proprio tracollo visto che i minuti di ritardo sono aumentati del 246%. Un dato allarmante soprattutto se si pensa che si tratta di una linea di appena 19 km, la più breve tra tutte quelle gestite direttamente dalla Regione. Gli unici miglioramenti rispetto al 2014 riguardano appena tre tratte: la Parma-Suzzara -1,23% (dove però i minuti di ritardo restano ben 11.413) la Reggio-Sassuolo (-56%) e la Reggio-Ciano (-49%). Per quest’ultima linea però c’è stato un evidente peggioramento tra il 2017 e il 2018 con un aumento dei ritardi di 175 minuti come testimoniato anche dalle tante e frequenti proteste dei pendolari degli ultimi mesi.
“Davanti a questi numeri crediamo che sia impossibile restare indifferenti e continuare a far finta che la priorità per il sistema dei trasporti dell’Emilia-Romagna sia solo quella del miglioramento delle condizioni del traffico su gomma – aggiunge Silvia Piccinini – È necessario, e con urgenza, cercare di intervenire con decisione affinché il trasporto su ferro diventi sempre più rilevante e attrattivo anche in un’ottica di riduzione dell’inquinamento atmosferico, come testimoniano i pessimi dati sulla qualità dell’aria di questi ultimi giorni. Servono investimenti concreti e importanti e per questo chiediamo nuovamente che i soldi (180 milioni di euro) che la Regione ha stanziato per la realizzazione dell’autostrada Cispadana (anziché su una strada a scorrimento veloce come da noi proposto) e gli altri che promette, forse 200, vengano dirottati sul potenziamento della rete ferroviaria. Offrire sconti e tariffe unificate per chi viaggia in treno e in bus, così come la Giunta fino ad oggi ha fatto, è un incentivo che rischia di essere vanificato se poi non si riesce a garantire ai pendolari un sistema di trasporto realmente efficiente e che non sia perennemente in balìa di guasti e ritardi come testimoniano purtroppo questi dati” conclude Silvia Piccinini.