“Una sospensione a tempo determinato, per soli sei mesi, ci sembra davvero poco per una persona che ha candidamente ammesso di aver truccato molte note spese. Come irrisoria è la cifra contestata all’ex capo ufficio stampa, appena 5mila euro, anche perché non è chiaro a che periodo si riferiscono i pranzi e le cene per le quali APT dice di aver accertato le irregolarità. Riguardano solo i due anni (2014/2015) su cui noi abbiamo indagato mentre Regione e Apt dormivano sonni tranquilli, oppure comprendono anche gli anni precedenti e il 2016?”. È questo il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S in merito alla notizia della sospensione di Fabio Grassi da APT in seguito allo scandalo degli educational tour che il Movimento 5 Stelle aveva scoperto e denunciato a fine luglio.
“Gli interrogativi che restano ancora irrisolti sono molti anche perché questa indagine interna, che l’assessore Corsini non ha preso tempo ad elogiare, oltre che essere tardiva e per niente efficace è stata talmente ‘interna’ che nessuno al momento ne conosce le modalità e né tantomeno i contenuti – continua Raffaella Sensoli – Anche il fatto che l’accordo che tra Grassi e Apt non riguardi eventuali danni d’immagine che emergessero all’interno di altri procedimenti, esattamente cosa significa? A quanto ne sappiamo, è stato solo il M5s a presentare un esposto in Procura e alla Corte dei Conti su questa vicenda. Ne esistono altri? Apt ha intenzione di procedere anche in sede legale contro il suo dipendente? Tutte domande che continuano a rimanere senza risposta, rispettando a pieno quello che è stato il comune dominatore tra ATP e Regione su questa vicenda: ovvero zero trasparenza. Noi – conclude Raffaella Sensoli – andremo avanti e quando finalmente APT si degnerà di consegnarci i dati che abbiamo richiesto ormai tre mesi fa li valuteremo attentamente”.