San Polo d’Enza, Gibertoni (M5S): “Rapaci esposti al pubblico legati e senza acqua. Regione faccia chiarezza”

Animali legati a dei trespoli, senza un riparo dal sole e senza poter nemmeno bere un po’ di acqua: è la situazione a cui sono stati costretti alcuni rapaci durante una manifestazione che si è tenuta nelle scorse settimane a San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, adesso al centro di un’interrogazione di Giulia Gibertoni.

“Lo scorso 21 ottobre si è svolta la raccolta fondi per il centro di recupero Selvatici di San Polo d’Enza durante la quale sono stati esibiti al pubblico diversi uccelli rapaci – spiega Giulia Gibertoni – Ci è stato segnalato però che durante lo svolgimento di tutta la manifestazione, che è durata un’intera giornata, i rapaci non sono stati custoditi in apposite gabbie ma tenuti legati a dei trespoli attraverso un legaccio ad una zampa, senza riparo dal sole e da agenti atmosferici e senza la possibilità di poter bere. Una situazione inaccettabile che a mio avviso necessita una spiegazione immediata”.

Nell’interrogazione della consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, infatti, si specifica che pochi giorni prima il Dipartimento di Sanità Pubblica di Montecchio Emilia aveva rilasciato un parere positivo per lo svolgimento della manifestazione e sulla presenza degli animali a condizione però che i rapaci, tra le altre cose, fossero custoditi in modo da essere riparati dal sole e da agenti atmosferici, che avessero libertà di movimento e che l’acqua per bere fosse sempre disponibile.

“Dalla documentazione fotografica di cui siamo in possesso sembra che nessuna di queste condizioni sia stata rispettata, visto che i rapaci erano tenuti legati a un trespolo attraverso un legaccio a una zampa. Inoltre, gli animali erano esposti al pubblico senza nessuna gabbia né altro tipo di protezione. Per questo – conclude Giulia Gibertoni – sarebbe opportuno fare chiarezza su questa vicenda. È inaccettabile che nel 2018 nella nostra regione sia possibile svolgere una manifestazione pubblica durante la quale vengano esibiti, soprattutto davanti ai bambini, animali tenuti in condizioni così crudeli, senza che nessuno, soprattutto Comune e AUSL, se ne accorga”.