Ritardi Expo, la Regione posticipi i pagamenti per l’affitto degli spazi

Ancora in alto mare i cantieri per Expo 2015
Ancora in alto mare i cantieri per Expo 2015

Posticipare di almeno due mesi il pagamento dell’affitto degli spazi espositivi, visto i gravi ritardi nella consegna del Padiglione Italia. È quanto chiede il gruppo assembleare dell’M5S riguardo alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna ad Expo 2015. Partecipazione che costerà alle casse pubbliche quasi 2 milioni di euro ma sulla quale regna ancora la più assoluta incertezza a causa dei gravi e pesanti ritardi che riguardano la consegna degli spazi dove la Regione dovrebbe promuovere le sue eccellenze, le sue imprese e i suoi prodotti.

Con una interrogazione che vede come primo firmatario il consigliere Andrea Bertani, il M5S chiede spiegazioni sul contratto che l’amministrazione regionale ha firmato con Expo 2015 puntando l’attenzione soprattutto sulla totale assenza di penali a carico degli organizzatori dell’esposizione universale in caso di ritardi nella consegna degli spazi. “Leggendo il contratto che la Regione ha firmato con Expo si può leggere come gli spazi espositivi destinati all’Emilia-Romagna all’interno del Padiglione Italia dovevano essere consegnati almeno due mesi prima della partenza della manifestazione – spiega il consigliere Andrea Bertani – Visto che siamo ormai a fine aprile e la consegna non è ancora avvenuta chiediamo che la Regione posticipi il pagamento della tranche di quasi 500mila euro prevista per giovedì prossimo”.

Secondo quanto stabilito dal contratto di partecipazione ad Expo, infatti, la Regione dovrà pagare quasi 1 milione di euro in tre tranche: la prima, di circa 341mila euro, è stata già liquidata, mentre la seconda,  di quasi 500mila euro, dovrebbe essere evasa entro il 30 aprile. “È sconcertante come all’interno di questo contratto – commenta la capogruppo Giulia Gibertoni – siano previste delle penali solo per gli enti che ritardano l’allestimento dei padiglioni e non per chi non rispetta i tempi di consegna delle strutture. Ritardi che tra l’altro potrebbero generare anche importanti conseguenze sul tema della sicurezza visto che, come hanno confermato anche i vertici dell’Ausl di Milano, non sarà possibile effettuare dei precisi collaudi su ogni singola struttura presente ad Expo ma si procederà con il sistema delle autocertificazioni per poi effettuare dei controlli a campione”.

“Il nostro timore, alla luce di quanto sta emergendo, è che si materializzi la concreta assenza di sicurezza per chi lavorerà all’interno dei padiglioni, e in particolare degli spazi riservati alla nostra Regione – aggiunge il consigliere Bertani – Forse sarebbe il caso di coinvolgere i tecnici regionali nelle procedure di verifica per non correre ulteriori rischi. Anche perché vorremmo capire che tipo di contratti di assicurazione sono stati stipulati se gli spazi non sono ancora nemmeno stati consegnati e come sarà redatto il Documento di Valutazione dei Rischi (Dlgs 81/08), dovendo richiedere tutte le certificazioni o documenti attestanti lo stato di sicurezza degli edifici (ad esempio il CPI, il certificato di agibilità, staticità, collaudi). Bisogna evitare – conclude Andrea Bertani –  che la nostra partecipazione ad Expo si trasformi in un boomerang. Spenderemo già 2 milioni di euro per un gigantesco spot senza avere nessuna certezza su un possibile riscontro. Non aggiungiamo la beffa al danno”.

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