“Sulla costituzione di parte civile nel processo sugli appalti al Policlinico il rischio è che si generi un colossale corto circuito visto che la Regione è soggetto danneggiato ma al tempo stesso danneggiante visto che Cencetti, in qualità di direttore generale, operava per garantire benefici a un sistema di cui la Regione era parte”.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per 49 persone nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo “Appaltopoli” al Policlinico di Modena, Giulia Gibertoni ha presentato una interrogazione per chiedere alla Regione di fare luce su alcuni aspetti ancora poco chiari che riguardano proprio la vicenda al centro dell’indagine della magistratura.
“Visto che la Regione ci ha messo quasi otto mesi per annunciare che si costituirà parte civile nel processo vorremmo capire se tutto questo tergiversare sia dovuto all’evidenza di un possibile conflitto di interessi – spiega Giulia Gibertoni – Visto che Cencetti, come sembrano aver appurato i magistrati, operava all’interno e per salvaguardare un sistema di cui la Regione non può non fare parte, vorremmo capire se l’eventualità che danneggiato e danneggiante non coincidano sia stata del tutto scongiurata. Rispondendo nello scorso maggio a una nostra precedente interrogazione la Giunta ci disse che erano in corso delle valutazioni molto attente su questo punto. Ecco perché chiediamo che su questo aspetto venga fatta la più assoluta chiarezza”.
Una richiesta che si va a sommare a quella che riguarda le verifiche amministrative, e i successivi provvedimenti disciplinari che la Regione aveva assicurato di portare avanti sugli altri attori interni alla regione non coinvolti nell’inchiesta della magistratura, ma comunque non estranei alla vicenda. “Ad oggi non abbiamo avuto nessuna notizia di provvedimenti presi a carico di nessuno – aggiunge Giulia Gibertoni – Un particolare davvero bizzarro visto che sempre a maggio la Giunta precisò che era già stato avviato il lavoro di verifica degli atti che hanno dato il via all’inchiesta della magistratura. Come sembra assolutamente paradossale che questi provvedimenti non siano scattati anche all’indomani della pubblicazione delle intercettazioni dove si evinceva chiaramente che le procedure di assunzione di Cencetti all’AUSL di Piacenza non fossero reali e corrispondenti al rigoroso rispetto della normativa in tema di affidamenti di incarichi professionali ma rispondessero ad altri meccanismi”. Per questo nella sua interrogazione Giulia Gibertoni chiede alla Giunta di fare chiarezza su questi punti e, inoltre, di prevedere già da adesso che gli eventuali risarcimenti dovuti alla costituzione di parte civile siano destinati a quelle strutture sanitarie che sono state coinvolte, loro malgrado, nell’inchiesta della magistratura.