
Destinare al fondo per il microcredito e riavvio al lavoro i soldi che venivano utilizzati per il funzionamento della Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo. È questa la proposta del gruppo regionale del M5S inserita nel progetto di legge, presentato oggi dal capogruppo Giulia Gibertoni e dai consiglieri Andrea Bertani, Silvia Piccinini, Gian Luca Sassi e Raffaella Sensoli, che prevede la cancellazione dell’organismo presieduto da Silvia Bartolini.
“Come abbiamo più volte ribadito in questi anni la Consulta è un carrozzone inutile, costato alle casse regionali milioni di euro e che continua a sprecare denaro pubblico in un momento economicamente difficile come quello che stiamo vivendo – spiega la capogruppo Giulia Gibertoni – Non c’è progetto di riforma che tenga: la Consulta va abolita e le sue risorse destinate a finanziare altri progetti, primo tra tutti il fondo per il microcredito che tutta l’assemblea ha chiesto di istituire ma che al momento non ha ricevuto ancora nessuna copertura finanziaria, nonostante le nostre richieste in sede di bilancio”.
Il progetto di legge presentato dal M5S prevede l’abrogazione della legge regionale n.3 del 24 aprile del 2006 (che istituiva proprio la Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo) ma non la cancellazione dei suoi obiettivi e delle sue funzioni che saranno redistribuite negli assessorati già esistenti, primi tra tutti quelli al Lavoro e alla Cultura. Così come saranno riassegnati alle strutture ordinarie quei dipendenti regionali che hanno lavorato per la Consulta in modo tale da garantire il livello occupazionale. Un intervento dunque “indolore” per le casse della Regione ma che ha come unico obiettivo quello di eliminare un organismo unico e inutile al tempo stesso, visto che l’Emilia-Romagna è l’unica Regione in Italia a prevederlo.
“In questo modo – aggiunge Giulia Gibertoni – vogliamo mettere fine all’ennesimo spreco della nostra politica visto che la Consulta altro non è che un inutile doppione, che ha continuato a sprecare risorse tra spese di rappresentanza, faraoniche riunioni, indennità ai consultori e finanziamenti di discutibili progetti culturali che, tra l’altro, sono finiti anche in una inchiesta della magistratura. È ora di dire basta. Va abolita da subito e le sue risorse utilizzate per altre scopi più urgenti”.
Il M5S ha le idee chiare anche su dove dirottare i fondi stanziati per la Consulta: il fondo per il microcredito e riavvio al lavoro che, nonostante le pressanti richieste dei consiglieri del Movimento, non ha ricevuto ancora nessun finanziamento. “Nel nostro progetto di legge chiediamo che le risorse recuperate dall’abrogazione della Consulta per il 2015 siano interamente destinate al fondo per il microcredito – conclude Gibertoni – Crediamo sia il segnale giusto da dare ai cittadini, ovvero trasformare quello che è stato per anni un pozzo di sprechi senza fine in nuove opportunità di lavoro e di crescita per chi oggi ne ha veramente bisogno”.