Fondi per la pesca e Gac, la Giunta faccia chiarezza sui conflitti di interesse

pescaAssicurare che sia stato rispettato pienamente il regolamento di costituzione dei GAC per la gestione dei Piani di sviluppo locale, al fine di evitare evidenti conflitti di interessi che potrebbero mettere in dubbio la legittimità della distribuzione dei fondi per la pesca. È quanto i consiglieri regionale del M5S Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani che hanno depositato una interrogazione per sottoporre alla Giunta il rischio, più che concreto, di distorsioni sull’attuazione dell’asse IV del Fondo europeo per la pesca da parte del Gruppo di azione costiera (GAC) Distretto del mare Adriatico, ovvero quello che riguarda la macroarea di pesca ‘Maestrale’ che comprende i territori dei Comuni costieri delle Province di Ferrara e Ravenna.

“I fondi e le risorse messe a disposizione per il settore della pesca sono importantissimi e devono essere tutelati – spiegano i due consiglieri regionali del M5S – Per questo crediamo che si debba fare chiarezza al più presto su un punto, ovvero sui controlli che la Regione mette in campo per poter evitare che queste risorse finiscano sempre e solo nelle solite mani a causa della stessa natura del soggetto che riceve le risorse dalla Regione e decide poi a chi e con che mezzi distribuirli”. Il pericolo, secondo Raffaella Sensoli e Andrea Bertani, è che il GAC, formato da soggetti pubblici come Comuni e Province ma soprattutto da privati come associazioni di pescatori e cooperative, possa in qualche modo aprire una corsia preferenziale verso quei soggetti che sono rappresentati al proprio interno, generando così un gigantesco conflitto di interessi.

“Solo per il comparto Nord, stiamo parlando di quasi 850mila euro – aggiungono i due consiglieri regionali – Non mettiamo certamente in dubbio la distribuzione di queste risorse, che anzi devono essere tutelate ed incentivate, ma crediamo che la Giunta sia tenuta a spiegare quali controlli vengono fatti per assicurare il rispetto del regolamento, visto che il pericolo di un conflitto di interessi è molto alto e noto ormai a tutti da tempo”.

Nell’interrogazione i due consiglieri regionali hanno chiesto se gli amministratori dei soggetti beneficiari delle misure del Piano, selezionati tramite bandi pubblici, abbiano una correlazione diretta con i GAC (soci, amministratori, consulenti). “Fare chiarezza – concludono – contribuirà a rendere più trasparente un processo importantissimo per la salvaguardia di un settore che negli ultimi anni è stato contrassegnato da una crisi importante”.