“La Regione non può continuare ad ignorare l’inchiesta che riguarda le pressioni fatte per la realizzazione della discarica di Finale e andare avanti come se nulla fosse. È necessario sospendere al più presto il procedimento e sottoporre alla Consulta per la legalità l’intero caso”. È la richiesta avanzata da Giulia Gibertoni con un’interpellanza urgente rivolga alla Regione il giorno dopo il rinvio al 30 gennaio dell’udienza della Conferenza dei servizi che dovrebbe dare il via libera alla realizzazione della discarica di Finale Emilia. “Il comportamento della Regione è intollerabile – spiega Giulia Gibertoni – Nascondere la testa sotto la sabbia, o in questo caso sotto la montagna di rifiuti che Feronia ed Hera vogliono portare a Finale, è molto grave. Non si può continuare ad ignorare ciò che le indagini condotte dai carabinieri hanno evidenziato, ovvero che a quanto pare la precedente amministrazione comunale avrebbe coscientemente favorito il soggetto privato rispetto al generale interesse pubblico, in una sorta di strumentale utilizzo della funzione pubblica. Davanti a una situazione di questo genere crediamo che sia impossibile andare avanti nell’iter autorizzativo come se nulla fosse. Bisogna fermarsi”. Ecco perché nella sua interpellanza Giulia Gibertoni chiede alla Giunta di valutare al più presto di sottoporre preventivamente il progetto relativo alla discarica di Finale Emilia al parere della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile proprio per la sua funzione di organo di consulenza della Giunta regionale come sancito all’art. 4 della legge regionale del 28 ottobre 2016. “Questo passaggio ci sembra il minimo che la Regione possa fare. Se l’inchiesta, infatti, dovesse confermare che il progetto è stato il frutto di comportamenti illeciti, o addirittura illegali, potrebbe innestarsi un più che legittimo processo risarcitorio da parte delle comunità locali anche nei confronti di quell’amministrazione che oggi, pur essendo a conoscenza dei fatti contestati, continuasse a ignorarli deliberatamente. Ecco perché – conclude Giulia Gibertoni – il parere della Consulta per la legalità è doveroso oltre che decisivo”.
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