Discarica Castel Maggiore, arriva l’ok all’ampliamento-beffa. Piccinini (M5S): “Pronti all’esposto”

Dopo che la Regione ha dato il via libera all’ampliamento della discarica ASA di Castel Maggiore, il MoVimento 5 Stelle è pronto a portare il caso in Procura. È quanto sostiene Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che nelle scorse settimane aveva già anticipato le conclusioni della Conferenza dei servizi sul rapporto ambientale che di fatto aveva dato l’ok alla realizzazione dell’ennesima discarica in regione e che adesso ha presentato una interrogazione sul caso.

“Dopo la pubblicazione della delibera i lavori potrebbero già partire nel giro di pochi giorni – commenta Silvia Piccinini – Quello che verrà realizzato sarà un ampliamento che porterà la discarica all’altezza di metri 23,45 sul piano di campagna, cioè di un palazzo di 8 piani. In questo modo la Regione fa della legge sull’economia circolare e del nuovo Piano Rifiuti, approvato poco più di un anno fa, carta stracciaIl sistema regionale delle discariche non solo non va verso un progressivo azzeramento, come annunciato ai quattro venti da Bonaccini e dell’assessore Gazzolo ma si moltiplica, aumentando volumi e quantitativi disponibili. Senza contare l’autentica beffa per gli stessi cittadini di Castel Maggiore che, con impegno e solerzia, quotidianamente si sono impegnati nella raccolta porta a porta dei rifiuti e che adesso vedranno spuntare davanti alle loro case letteralmente una montagna di spazzatura”.

Inoltre la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle presenterà un esposto in procura riguardo al caso della mancanza di conformità urbanistica che il Comune ha risolto in tempi record.

“Quando, nell’ultima conferenza dei servizi il 27 aprile 2017, era emersa la mancanza di una conformità urbanistica del nuovo lotto infatti, il Comune aveva fatto aggiornare la seduta al 16 maggio ed incaricato, a tempo di record un avvocato amministrativista affinché, a suon di denaro ed in soli tre giorni di lavoro, certificasse che questa mancanza non c’era – conclude Silvia Piccinini – Un aspetto che merita di essere approfondito da parte della magistratura”.