“La lunga lista di disagi e disservizi che si sono verificati in seguito alla nevicata dei giorni scorsi sono inaccettabili. Dal 2015, quando il maltempo provocò dei danni molto simili ma con precipitazioni di gran lunga superiori a quella di lunedì scorso, nulla sembra essere cambiato. Per questo visto che la Regione sta portando avanti una trattativa con il Governo per chiedere maggiore autonomia, forse sarebbe il caso di inserire anche le richieste di maggiori disponibilità economiche per garantire una viabilità stradale e ferroviaria adeguata”.
È questa la richiesta di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, contenuta in una interrogazione presentata alla Giunta riguardo ai pesantissimi disagi che si sono verificati sull’Appennino bolognese dopo la nevicata dello scorso 13 novembre.
“Sono bastati pochi centimetri di neve, tra l’altro ampiamente annunciati nelle località di montagna, per mandare in tilt il sistema elettrico, quello idrico oltre che ai collegamenti su strada e per quello che riguarda le ferrovie – spiega Silvia Piccinini – Dall’interruzione di due linee (la Bologna-Porretta e, parzialmente, la Bologna-Prato) al blocco del traffico su molte strade provinciali a causa dell’arrivo in ritardo dei mezzi spazzaneve, passando per l’incredibile storia di un gruppo di studenti di Monte San Pietro costretti ad aspettare per ore al freddo un servizio di trasporto che non è mai arrivato, crediamo che la lunga lista di disservizi sia inaccettabile. Anche perché sembra di rivivere la stessa e identica situazione del 2015. Da allora nulla sembra essere cambiato nonostante le promesse della politica”.
Ecco perché nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Giunta di intervenire, oltre che con un richiamo formale ad RFI per i disagi dal punto di vista dei collegamenti ferroviari, anche inserendo all’interno della trattativa con il Governo per l’autonomia una richiesta di “maggiore disponibilità dei fondi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture ricadenti sul territorio e l’attribuzione alla Regione della potestà concessoria della rete ferroviaria fondamentale, complementare e linee di nodo attualmente conferite al gestore dell’infrastruttura nazionale, per migliorare le condizioni di esercizio del servizio anche sotto il profilo della manutenzione”.