Bonaccini si inventa la “navetta blu”, Piccinini (M5S): “240 euro al giorno per collegare la stazione di Bologna alla Regione”

Sessantamila euro per trasportare al massimo 8 dipendenti a corsa: è la cifra che la Regione Emilia-Romagna pagherà quest’anno a una società di auto blu per effettuare il servizio navetta tra la sede della Regione in viale Aldo Moro e la stazione centrale di Bologna, distanti circa 5 km, e già collegati con alcune linee bus. Il servizio, già attivo dallo scorso 1° febbraio, è finito all’attenzione dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle Silvia Piccinini che ha presentato una interrogazione chiedendo alla Giunta di fare chiarezza sia sulle scelte che hanno portato alla decisione di attivare la navetta e sia sui costi della stessa.

“Fino a qualche tempo fa esisteva un servizio di navetta a disposizione dei dipendenti regionali che collegava la sede di lavoro alla stazione e che veniva effettuato con un mezzo di proprietà della Regione – spiega Silvia Piccinini – Purtroppo dopo la tragica morte dell’autista, anch’egli dipendente regionale, il servizio fu sospeso per diversi mesi in attesa che si trovasse altro personale per riattivarlo. La Giunta però, dopo aver cercato invano una risorsa interna per quel ruolo, ha deciso di riattivare il servizio ma di darlo direttamente in gestione a una società di noleggio con conducente avvalendosi della convenzione siglata attraverso Intercenter. Con un costo annuo di 60mila euro, ovvero 240 euro al giorno per effettuare 12 viaggi tra la sede della Regione e la stazione trasportando al massimo 8 persone, che è la capienza massima della navetta. Una spesa a nostro avviso molto discutibile”.

Nella sua interrogazione, infatti, la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle punta il dito soprattutto contro la scelta di esternalizzare un servizio che fino a poco tempo fa era svolto da personale regionale e con un mezzo di proprietà di viale Aldo Moro. “Obbligare i dipendenti a viaggiare su un’auto blu era davvero l’unica alternativa possibile? – si chiede Silvia Piccinini – Perché non si è pensato di assumere nuovo personale, attingendo per esempio dalle categorie protette, per svolgere questa attività, visto che alla fine si spendono 60mila euro? Una soluzione, che proponiamo nella nostra interrogazione, potrebbe essere quella di far viaggiare i dipendenti regionali interessati sugli autobus della linea F di TPER, quelli che proprio la Regione pagò fior di milioni per assicurare un collegamento a FICO. Visto che parte del percorso è il medesimo, e che oggi quei bus sono quasi sempre vuoti, si può pensare a sfruttare meglio questo mezzo di collegamento. Se al nostro presidente Bonaccini piace tanto l’auto blu, come dimostra la richiesta di dotare i suoi autisti di lampeggiante e paletta – conclude Silvia Piccinini – questo non significa che obbligatorio imporre le sue stesse priorità ai dipendenti regionali per un tragitto che è già servito da autobus di linea ma che andrebbe solamente adeguato meglio”.