“La marcia indietro di Bonaccini sul caso della fusione tra Mondaino, Montegridolfo e Saludecio dimostra come le fusioni per questa Giunta siano legate solo ad opportunità di partito e mai rispettose della volontà dei cittadini. Noi crediamo che questo dietrofront sia frettoloso (così come lo era stata l’accelerazione pro fusione subito dopo l’esito del referendum) e per questo abbiamo già presentato una risoluzione con la nostra proposta su come uscire da questa impasse”.
Andrea Bertani e Raffaella Sensoli, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, commentano così il caso che riguarda la travagliata fusione tra i comuni di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio messa in dubbio dall’esito del referendum dello scorso 16 ottobre ma al quale la Regione in un primo momento aveva annunciato di non voler rinunciare ma che adesso, per volontà del presidente Bonaccini, sembra essere nuovamente tramontata. “Vorremmo ricordare a Bonaccini che non è lui a decidere per il sì o per il no ma l’Assemblea Legislativa – attaccano Bertani e Sensoli – Queste sono le conseguenze del maldestro lavoro compiuto a luglio quando si volle approvare di corsa un metodo scritto lì per lì (con varie interruzioni d’aula). Alla fine è venuto fuori un algoritmo che è più lungo della legge che esisteva precedentemente, troppo complesso e con il malcelato intento di lasciarsi aperte strade per andare contro l’espressione dei cittadini. Se avessero approvato ed elaborato insieme a noi nostre proposte oggi si sarebbe potuto già pensare ad un’alternativa per Mondaino e Montegridolfo”.
“La nostra posizione è stata sempre coerente, ovvero rispettare al massimo la volontà popolare e favorire un confronto vero sulle fusioni (strategia generale nella quale crediamo) – aggiungono i due consiglieri – Per questo crediamo che se i cittadini di due dei tre Comuni interessati un mese fa si sono espressi chiaramente per la fusione, questa volontà debba essere rispettata. La nostra proposta, che abbiamo messo nero su bianco in una risoluzione presentata qualche giorno fa, è quella di utilizzare un articolo dell’attuale legge che parla delle ‘incorporazioni’ per poter permettere a due Comuni che hanno sostenuto massicciamente il sì di diventare un’unica realtà anche se il responso del terzo non è stato positivo. Lasciando poi aperta la possibilità per quest’ultimo di subentrare attraverso magari un nuovo referendum”. La proposta del Movimento 5 Stelle permetterebbe così di rispettare in toto la volontà polare, di permettere alle fusioni che hanno avuto un consenso ampio, seppur parziale, di andare in porto e di lasciare aperta una possibilità di farne parte a chi in un primo momento ha detto no chiamando nuovamente i cittadini ad esprimersi. “Crediamo che questo modello possa anche essere attuato nella situazione di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio in modo da non disperdere tutto il lavoro fatto fino a questo momento – concludono Andrea Bertani e Raffaella Sensoli – Per questo invitiamo l’assessore Petitti e il presidente Bonaccini a prendere in considerazione la nostra proposta che renderebbe certamente più democratica la legge approvata quest’estate e che spazzerebbe via la convinzione per cui le fusioni sono decise e imposte dalle segreterie dei partiti”.