Equiparare ai farmaci le sostanze per i trattamenti estetici, rischi altissimi per chi le utilizza

filler“Le sostanze che si utilizzano nei trattamenti estetici, per i rischi che possono provocare alla salute, devono essere equiparati ai farmaci e quindi sottoposti a controlli scrupolosi”. È questa la richiesta di Raffaella Sensoli e Michela Montevecchi, rispettivamente consigliera regionale dell’Emilia-Romagna e senatrice del Movimento 5 Stelle, che hanno presentato una doppia interrogazione a Bologna e Roma per chiedere alla Regione e al Ministero della Sanità di intervenire sul tema dei filler, ovvero le sostanze iniettabili a scopo riempitivo che vengono utilizzate nei trattamenti estetici. Gli atti presentati dalle due esponenti del M5S prendono spunto anche da una recente inchiesta di Report che ha svelato come sia sempre più frequente l’utilizzo di prodotti sintetici, aumentando così la probabilità di provocare danni (anche irreversibili) a chi si sottopone a questo tipo di trattamento.

“I filler permanenti, così come l’inchiesta di Report ha confermato, con il passare del tempo possono dare luogo a problemi molto gravi, come ad esempi granulomi e rigonfiamenti delle zone trattate – spiegano Raffaella Sensoli e Michela Montevecchi – Senza contare che lo scorso 28 maggio anche la Food and Drug Administration, l’ente statunitense che presiede alla salute e alla sicurezza di cibo e farmaci, ha evidenziato i possibili rischi di una iniezione dei filler permanenti nei vasi sanguigni del viso, che vanno dai disturbi della vista a ischemia o ictus”. Per questo le due esponenti del M5S fanno una richiesta precisa a Regione e Governo, ovvero quella di equiparare questi prodotti ai farmaci, garantendo così un controllo più specifico, così come tra l’altro chiedono da tempo i medici chirurghi plastici.

“I filler attualmente sono parificati ad un semplice presidio medico chirurgico, un accorgimento assolutamente insufficiente a nostro avviso – aggiungono Raffaella Sensoli e Michela Montevecchi – Se non si interviene al più presto non ci saranno i controlli e gli studi necessari per garantire la piena sicurezza di questi prodotti prima di essere immessi sul mercato. Ecco perché chiediamo che, a partire dalla Conferenza Stato-Regioni, si predisponga un sistema di controllo di tutte le sostanze che vengono iniettate a scopo estetico, così come oggi è previsto per i farmaci, oltre a pensare di istituire un apposito registro delle sostanze utilizzate in medicina estetica con l’indicazione al trattamento e gli eventuali effetti collaterali. Senza una specifica normativa e un’informazione corretta che provi a mettere un po’ di ordine in quella che sta diventando sempre di più una giungla – concludono le due esponenti del M5S – il rischio che chi si sottopone a questo tipo di trattamenti negli anni vada incontro a problemi anche molto gravi è purtroppo altissimo. Governo e Regione devono intervenire al più presto”.