Ambulanze Ferrara, Piccinini (M5S): “Mezzi datati e fuori regola. La Regione ha mentito sui controlli”

Ambulanze troppo vecchie o con troppi chilometri percorsi, controlli molto spesso lacunosi e che non sempre hanno tenuto conto di tutti i parametri necessari. È questo il bilancio delle verifiche che l’ASL di Ferrara ha portato avanti nel periodo che va da maggio del 2016 a giugno del 2017 sui mezzi appartenenti alle associazioni di volontariato che gestiscono, non senza polemiche, il servizio di soccorso. A renderlo pubblico è Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione per capire il perché la Giunta in risposta ad una nostra richiesta di marzo, e anche nelle scorse settimane abbia negato l’esistenza di irregolarità nei controlli effettuati dall’ASL sui mezzi di soccorso.

“Grazie ad un dettagliato accesso agli atti abbiamo scoperto che la situazione idilliaca che l’assessore Venturi ha prospettato qualche settimana fa è lontana mille miglia dalla realtà dei fatti – spiega Silvia Piccinini – Dai verbali ispettivi redatti dal gruppo di controllo dell’ASL sull’attività delle associazioni di volontariato nell’ultimo anno sono diverse e ricorrenti le irregolarità che sono state riscontrate. La maggior parte riguarda la vetustà delle ambulanze utilizzate nonostante abbiano abbondantemente sforato sia il limite dei 7 anni dalla data dell’accreditamento o dei 300mila chilometri percorsi. In più in diversi casi sono stati riscontrate lacune nella formazione degli operatori con le associazioni che hanno dovuto ricorrere ai ripari. Quello che ci chiediamo è come abbiano fatto queste associazioni a ottenere e mantenere l’accreditamento in queste condizioni con criticità che forse non sarebbero mai emerse senza questa attività di controllo di tipo straordinario”.

Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede, in vista del rinnovo delle convenzioni che andranno in scadenza tra qualche giorno, di escludere le associazioni che, nonostante i richiami, non abbiano sanato le criticità rilevate.

“Tutta questa situazione conferma quanto sosteniamo da tempo – conclude Silvia Piccinini – ovvero che la circolare 6 del 2014 in materia di accreditamento del trasporto infermi e soccorso, vada completamente rivista. Non si può basare un servizio importante come quello che riguarda il soccorso sanitario su un sistema che fa acqua da tutte le parti e che soprattutto non assicura il rispetto delle regole. La Regione non perda ulteriore tempo, tuteli gli utenti ed i tanti operatori sanitari pubblici che si ritrovano quotidianamente in difficoltà, per sovraccarico di lavoro e per la presenza di servizi mal gestiti dalle AUSL”.