URBANISTICA, PICCININI (M5S): “L’82% DEI COMUNI DELL’EMILIA-ROMAGNA NON HA APPROVATO I PUG MA POTRÀ COMUNQUE CONTINUARE A CONSUMARE SUOLO. LEGGE REGIONALE SI CONFERMA INEFFICACE”

“Alla data del 27 novembre scorso l’82% dei Comuni dell’Emilia-Romagna non aveva ancora approvato, né adottato o assunto, i rispettivi Piani Urbanistici Generali così come previsto dalla legge regionale del 2017 sul consumo di suolo. Dei 330 Comuni dell’Emilia-Romagna, infatti, soltanto 58 hanno avviato o portato a termine l’iter per dotarsi di uno strumento indispensabile per la pianificazione urbanistica che, secondo quanto stabilito proprio dalla legge 24, deve necessariamente concludersi entro il 1 gennaio del 2024. Uno scenario a dir poco desolante e che dimostra, ancora una volta, la totale inefficacia di uno strumento normativo che non è riuscito, né riuscirà, a combattere efficacemente la cementificazione del nostro territorio”. È quanto denuncia Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi ha presentato un accesso agli atti per chiedere alla Giunta l’elenco aggiornato dei Comuni e delle Unioni di Comuni che avessero già approvato i rispettivi PUG ai sensi della legge regionale contro il consumo di suolo che fissa la data del 1 gennaio 2024 come ultimo termine per l’approvazione dei Piani Urbanistici Generali senza possibilità di ulteriori deroghe.

“Secondo i dati che ci sono stati forniti dalla stessa Regione i Comuni che al 27 novembre 2023 avevano già approvato i PUG sono solo 21, 11 quelli che li hanno adottati mentre sono 26 quelli in cui i Piani sono stati soltanto assunti – spiega Silvia Piccinini – In totale appena 58 amministrazioni locali su un totale di 330 e che fanno salire a 272 il numero di quei Comuni dove invece il PUG è ancora un miraggio. Per qualcuno di loro ci sarà ancora qualche mese di tempo per poterli approvare, ma si tratta soltanto di quelli inseriti negli elenchi dei Comuni che sono stati colpiti dall’alluvione dello scorso maggio. Per tutti gli altri si aprirà una fase di totale incertezza che avrà come unico effetto quello di non spostare nemmeno di una virgola il contrasto al consumo di suolo in Emilia-Romagna”. In tutti i Comuni in cui alla data del 1 gennaio 2024 non sia stato ancora approvato il PUG, infatti, i vecchi piani particolareggiati non saranno più in vigore ma le amministrazioni potranno comunque continuare a pianificare e approvare interventi: un esempio per tutti quelli che prevedono l’espansione di insediamenti produttivi già esistenti e che non rientreranno nemmeno nel famoso limite del 3%. “Questi numeri dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la totale inefficacia di una legge che si proponeva sulla carta di contrastare il consumo di suolo in Emilia-Romagna – aggiunge Silvia Piccinini – È evidente, quindi, quanto sia necessario che questa venga norma venga cambiata al più presto così come chiediamo da tempo. Per contrastare gli stravolgimenti climatici che stiamo vivendo, come purtroppo dimostra la terribile alluvione dello scorso maggio, servono strumenti realmente efficaci e non norme che si propongono di fermare il cemento per poi farlo rientrare dalla finestra” conclude Silvia Piccinini.